CONCIMARE: tutto quello che dovresti sapere

Bentornati Giunglaioli! Pronti a concimare? Come promesso oggi vediamo insieme se è davvero importante, cosa ricercare nel nostro concime e come aiutare le nostre piante che sembrano presentare qualche problema da carenza di nutrizione.

E’ davvero così importante concimare regolarmente le nostre piante? Vi è mai capitato di guardare una pianta a cui tenete, la curate stando attendi all’acqua, alla posizione rispetto alla luce del sole, le correnti d’aria, gli sbalzi di temperatura. Insomma fate tutto giusto eppure non è mai bella rigogliosa come vorreste? E ovviamente vi chiedere cosa c’è che non va.

A me è capitato, pensavo che l’acqua desse il nutrimento di cui hanno bisogno le nostre amiche e davo il concime una volta ogni tanto. Da quando, invece, ho iniziato a somministrare del concime con regolarità, ho visto la differenza. Anche noi oltre a bere acqua mangiamo per stare bene in salute e così le nostre amiche piante che specialmente dalla primavera si risvegliano, hanno bisogno di molta energia per crescere, far nascere nuove foglie, sbocciare e magari darci qualche buon frutto succoso. Inoltre le nostre amiche stanno molto spesso in vasi in cui il terreno con il passare del tempo si impoverisce di nutrimenti, è necessario perciò intervenire concimando.

Ma in commercio ci sono così tanti concimi, come ci orientiamo? E’ necessario saper leggere l’etichetta? Come facciamo a capire se le nostre piante hanno una carenza di qualche nutrimento specifico? Ora facciamo un po’ di chiarezza così da avere le idee più chiare. Potrebbe sembrare noioso o difficile solo l’idea, ma credetemi non lo è, anzi potrebbe esser d’aiuto per risolvere qualche problema.

COMPOSIZIONE CONCIME

Se avete sotto mano il vostro concime vi accorgerete che sull’etichetta compare una sigla: NPK. Cosa vuol dire?

Ogni lettera corrisponde ad un componente principale del concime: N= azoto, P=fosforo e K=potassio. Loro tre sono i macroelementi, ma a cosa servono?

AZOTO

L’azoto agisce sulla vegetazione, sulle foglie insomma. Quindi per le nostre piante verdi questo componente è assolutamente fondamentale.

Non so se avete mai sentito parlare che agli agrumi è una cosa buona aggiungere al loro terreno dei lupini. I lupini praticamente sono azoto a lenta cessione. Ho conosciuto una signora che in passato ha dato un’enorme quantitativo di lupini, e le foglie infatti hanno praticamente vinto il premio di foglia più grande del mondo, se mi concedete questa piccola battuta.

Ci accorgiamo di una possibile carenza di azoto quando c’è un lento accrescimento o ingiallimento del fogliame.

FOSFORO

Anche se noi prendiamo il fosforo per la memoria, non serve a far ricordare alle piante qualcosa, è necessario per lo sviluppo delle radici e per la fioritura. E’ come lo zucchero, dà energia. Quindi se una nostra pianta che dovrebbe fare fiori, in realtà non ne fa da parecchio tempo (tenendo ovviamente conto del periodo in cui dovrebbe fiorire) oppure ne fa pochi e piccoli, vuol dire che ha una carenza di questo elemento principale. Un altro sintomo di carenza di fosforo potrebbe essere un colore rosso sui bordi della foglia.

POTASSIO

Abbiamo parlato di foglie, di fiori, quindi a cosa serve il potassio? Bravi, avete indovinato: ai frutti! Il potassio agisce sul sapore, sul colore e sul profumo dei fiori. Per seguire la traccia di prima, se le nostre piante da frutto non ci danno dei deliziosi bocconcini interveniamo somministrando del potassio. Possiamo anche somministrarlo per via fogliare, per dare più sapore al frutto, in questo caso lo somministreremo ogni 10 giorni dalla loro comparsa.

ALTRE POSSIBILI CARENZE DI MICROELEMENTI

E dopo i macroelementi ci sono i microelementi di cui è composto il nostro concime.

MAGNESIO

Il magnesio serve per la clorofilla. Ci accorgiamo di una carenza di magnesio quando le foglie della pianta sono gialle ma hanno la nervatura verde. La mancanza di magnesio si rivela proprio come quella del ferro.

Come facciamo a distinguerle allora? Possiamo capirlo osservando quali foglie manifestano questa caratteristica: la carenza di magnesio si manifesta partendo dalle foglie più vecchie, quelle che troviamo sulla parte bassa della pianta per poi propagarsi via via a tutte le altre, mentre per la mancanza di ferro saranno le foglie nuove.

CALCIO

Il calcio irrobustisce i tessuti, agisce sulla croccantezza dell’insalata per esempio, quindi, parliamo di calcio solo per piante da orto e da frutto.

FERRO

Come abbiamo già accennato prima la carenza di ferro si manifesta in presenza di foglia gialla o molto chiara con nervatura verde e la posizione delle foglie colpite saranno le nuove nate o quelle che si trovano in alto sulla pianta per poi propagarsi a tutte le altre. Da questo capiamo che se vogliamo una conferma da un esperto non solo dobbiamo mostrargli la foglia ma anche indicargli dove l’abbiamo tolta dalla pianta.

Per prevenire la mancanza di questo elemento possiamo somministrare del solfato di ferro ma se la nostra pianta ha già una carenza dobbiamo somministrare i chelati di ferro. Sull’etichetta c’è sempre scritto. I chelati di ferro saranno subito disponibili per la nostra pianta così che li potrà assorbire con facilità anche se nel terreno è presente del calcio che limita molto l’assorbimento del ferro. Potremmo, infatti, avere una carenza di ferro anche se concimiamo con regolarità perché probabilmente innaffiamo con acqua molto calcarea. Questo è capitato anche a me e al mio adorato limone di cui vi mostro la foto sotto, ecco perché ci viene sempre consigliato di innaffiare con acqua piovana quando è possibile.

Foglie di piante con carenza di ferro
Foglie che mostrano carenza di ferro

CONCLUSIONI

Concimare le nostre piante con regolarità è fondamentale per averle sempre sane, rigogliose e quindi felici. Una pianta sana e ben nutrita, oltre ad essere più bella, è anche meno attaccabile da malattie fungine. Proprio come noi: se ci nutriamo bene, ci ammaliamo molto meno.

Abbiamo imparato che in presenza di una carenza da un elemento possiamo intervenire senza problemi, integrando ciò che manca, ma se impariamo a concimare con regolarità (ogni dieci giorni dalla ripresa vegetativa, quindi da primavera a fine autunno), con un buon concime che contenga macro e micro elementi non avremo mai delle carenze.

Un altro bell’argomento di cui parlare e che probabilmente vi sta a cuore è come difendere le nostre pianta dall’attacco di insetti e malattie fungine, infatti con la primavera non si risvegliano solo le piante ma tanti piccoli insettini dannosi per le nostre amiche. Ma di questo ne parleremo la prossima volta.

A presto Giunglaioli!